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G I O R N A L I S M O    I N D I P E n D E N T E  la voce degli ultimi

Registrazione Tribunale di Roma n°9/2011 del 20 gennaio

Numero 02/2016

Direttore Responsabile Claudio Caldarelli - Direttore Editoriale Eligio Scatolini - Coordinatrice di Redazione Patrizia Vindigni - Vice Coordinatore di redazione Carlo Faloci - webmaster Eligio Scatolini

 

EDITORIALE

La SATIRA IN PILLOLE di

Marco Camillieri


Martina Levato condannata a 16 anni:

"Si sono accaniti contro di me".


Ma sfigurati.



 PRIMO PIANOPrimo_Piano/Primo_Piano.htmlPrimo_Piano/Primo_Piano.htmlshapeimage_2_link_0

Un bilancio terribile al largo delle coste greche


di Angelica Basile


Mentre l'Europa si scontra su Schengen, una nuova tragedia arriva ancora una volta dal mare: lo scorso 22 gennaio due incidenti hanno tinto il Mar Egeo di sangue. Le imbarcazioni che portavano i migranti dalle coste della Turchia verso le isole della Grecia si sono ribaltate, causando due nafragi gravissimi. Il bilancio è agghiacciante: 42 morti, di cui 17 bambini.

Una delle località marittime, teatro del decesso di massa, è Farmakonisi: l'isola greca del Dodecaneso, dove – secondo quanto narra la leggenda – venne tenuto prigioniero Giulio Cesare. Il massimo dictator romano trovò soggiorno in questo piccolo pezzo di terra in mezzo al Mar Egeo mentre attendeva che venisse pagata la ricompensa richiesta dai pirati che lo avevano catturato.

Oggi, a Farmakonisi, passato e presente si incontrano, convivendo in un'atmosfera che solo pochi luoghi al mondo possono vantare. L'isola nell'antichità era sinonimo di prigionia, dolore, proprio perché associata alla vicenda cesariana.

....Continua

ARTE E CULTURA e CINEMAArte_Cultura_e_Cinema/Arte_Cultura_e_Cinema.html
RUBRICHERubriche/Rubriche.htmlRubriche/Rubriche.htmlshapeimage_4_link_0
ATTUALITA’Attualita/Attualita.html
Operazione Fuorigioco, il calcio che evade
È solo l’ennesimo polverone che si alza sul calcio. E i protagonisti dello scandalo si sono già sbrigati ad archiviare tutto come “fuffa”, “cose inconsistenti” e “invenzioni dei giornalisti”. 
di Lamberto RinaldiAttualita/Voci/2016/1/30_Operazione_Fuorigioco,_il_calcio_che_evade.html
Holy Motors  – Leos Carax
Odio il cinema fine a se stesso, troppo carico di simbolismi, metafore e autoreferenziale ma per ogni regola esiste la sua eccezione e nel caso in questione è Holy Motors.
di Marco CamillieriArte_Cultura_e_Cinema/Voci/2016/1/30_Holy_Motors_Leos_Carax.html
Franti, il bullo del banco di fianco

Stefano (lo chiameremo così) ha solo 14 anni e già vive male. È un ragazzino molto pulito e molto gentile, non gioca a calcio come gli altri, preferisce la bicicletta e sta spesso per conto suo
di Daniela BaronciniAttualita/Voci/2016/1/30_Franti,_il_bullo_del_banco_di_fianco.html

“È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. Può accadere, e dappertutto.”  E’ il tema, non solo dell’ultima opera di Primo Levi – quel “I Sommersi e i Salvati” che impiegò dieci anni a scrivere – ma del senso stesso della sua esistenza. E mai, come in Primo Levi, la vita stessa di un uomo è coincisa – diremmo, sostanzialmente - con la coscienza di una ‘necessità’. 

di Luca De RisiPrimo_Piano/Voci/2016/1/30_LA_BANALITA_DEL_MALE.html
Non si accettano bambini 

"A causa di episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione, in questo locale non è gradita la presenza di bambini minori di anni cinque, nonché l'ingresso di passeggini e seggioloni per motivi di spazio", 
di Enea MorroneAttualita/Voci/2016/1/30_Non_si_accettano_bambini.html

A Roma l’arte non è per tutti


di Ludovica Morico


Roma, la più grande capitale europea, se non del Mondo, sotto il punto di vista storico, culturale e artistico. Innumerevoli i musei, le gallerie, i monumenti che possono essere visitati e che ci riportano indietro nel tempo, alla grandezza dell’Impero Romano, alle grandi famiglie di Roma, a tutti i Papi, alle lotte dei gladiatori nel Colosseo o alle battaglie navali a piazza Navona.

Purtroppo però, qualcuno dovrà avere più fantasia degli altri nell’immaginare la Roma di un tempo, i suoi grandi scultori, architetti, pittori e la sua storia. Qualcuno non potrà toccare con mano o vedere con i suoi occhi ciò che la Roma di oggi custodisce della sua storia passata e presente. Queste persone sono coloro che, a causa di handicap motori, purtroppo non possono accedere a molte strutture e servizi offerti al pubblico.

Non parliamo della totale impossibilità da parte di queste persone di visitare centri storici e siti turistici, ma della loro impossibilità parziale.

Ad esempio, le Terme di Diocleziano possono essere visitate senza problemi, essendo provviste di passerella e ascensore idonei, come anche la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM), passando attraverso una entrata secondaria in cui si può accedere ad un ascensore.

....Continua

Terra dei fuochi, emergenza tumori tra i bambini


di Giusy Patera


C’è un killer silenzioso che continua a mietere vittime in una terra che è da tempo, per tristi motivi, sotto i riflettori. I numeri dei morti a causa del cancro nei comuni tra Caserta e Napoli aumentano, costantemente. E il sospetto che queste morti fossero in qualche modo legate allo smaltimento illegale dei rifiuti è ora una certezza, dopo il rapporto dell’Istituto superiore di sanità che afferma con forza che nella terra dei fuochi si muore di più e soprattutto per patologie che potrebbero essere collegate alla combustione dei rifiuti urbani e ospedalieri, dell’amianto, degli scarti industriali. L’Iss denuncia inoltre il numero superiore rispetto alla media regionale di casi di leucemia in età pediatrica – soprattutto all’interno di famiglie che vivono in condizioni disagiate - sottolineando che non possono più essere rimandate misure volte a tutelare bambini e donne in gravidanza.

La denuncia dell’Istituto della sanità non è che l’ultima delle tante, sinora sempre ignorate da parte delle istituzioni. I cittadini della terra dei fuochi continuano a lamentarsi, inascoltati.

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C’era una volta il tennis…
Il tennis. Lo sport pulito, quello in cui nelle grandi occasioni (Wimbledon specialmente), è buon uso vestirsi di bianco. Pochi tatuaggi, capelli composti. In compenso tanti sacrifici, rinunce, lotte con se stessi. In campo e fuori.
di Sara Di PaoloAttualita/Voci/2016/1/30_Cera_una_volta_il_tennis.html
L’incredibile storia di un fucile giocattolo
Capita che una bella mattina un uomo decide di recarsi a Frosinone a trovare il figlio di 8 anni dove il piccolo vive con i nonni, e per regalo decide di portargli un’arma giocattolo. 
di Roberto ColasuonnoAttualita/Voci/2016/1/30_Lincredibile_storia_di_un_fucile_giocattolo.html

Le pietre d’inciampo a memoria delle vittime della Shoah


di Simone Cerulli


Si chiama “pietra d’inciampo”. Una piccola targa con nome, cognome, data di nascita e di morte, grande appunto come una mattonella, un sanpietrino. Posta a terra in ricordo di una vittima dei campi di concentramento, per ricordare al passante di turno che in quel luogo abitava una vittima di quell’atrocità. Non è difficile incontrarne una in giro per la città, sui marciapiedi di 1400 luoghi in Europa dove ne sono oramai disseminate oltre 50.000. Gunter Demnig, l’artista ideatore del progetto, ha cominciato nel 1996, riscontrando nel tempo un’adesione sempre maggiore. L’idea nacque dopo che aveva assistito a una cerimonia commemorativa a Colonia sulla deportazione di rom e sinti, dove una signora del luogo aveva negato che nella zona avessero mai vissuto rom. Da quel momento Demnig ha deciso di dedicare la sua intera attività alla testimonianza dei milioni di ebrei, politici, rom, omosessuali, disabili deportati nei campi di sterminio.

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Casi Orlandi-Gregori: l’ennesimo depistaggio

di Massimo Salvo


L’indignazione di Fabrizio Peronaci in una lettera a Pietro Orlandi

«Caro Pietro, con la richiesta di perizia psichiatrica presentata dalla Procura di Roma nei confronti di Marco Fassoni Accetti considero cancellata per sempre ogni speranza di arrivare un giorno alla verità sulla scomparsa di tua sorella Emanuela e, per l’affetto che ci lega, desidero esprimerti tutto il mio dolore e lo sconcerto per la condotta delle istituzioni e del mondo dell’informazione sulla vicenda».

Con questa lettera aperta all’indirizzo di Pietro Orlandi, dal titolo “L'indignazione è una passione forte”, Fabrizio Peronaci, giornalista del Corriere della Sera che da anni si occupa della sparizione della 15enne cittadina vaticana Emanuela Orlandi, ha voluto esprimere tutto il suo rammarico. Il malessere di Peronaci nasce dalla recente richiesta di perizia psichiatrica nei riguardi dell’uomo che qualche anno fa si è autoaccusato del rapimento della ragazzina, nonché dell’altra 15enne romana sparita un mese prima (7 maggio 1983) in circostanze analoghe, Mirella Gregori.

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Trentatre anni Cristo, duemila anni Giuda

L’eretico


Quando nel mondo le ingiustizie sono il tessuto della società mondiale, quando aumentano le disuguaglianze tra ricchi e poveri, è giusto stare alla finestra?

Passano i giorni, i mesi, gli anni, pensa l’eretico, e non passano le finzioni, i moti di decadenza della nostra civiltà (?) occidentale. In Italia ci si confronta animosamente sul diritto, sulla possibilità di adottare bambini all’interno di famiglie “diverse”.. Ma quasi niente, niente si fa nell’intera Europa per consentire che altri bambini meno fortunati, di famiglie “legittime”, possano vivere. Per evitare che anneghino nel Mediterraneo. Si vogliono i presepi nelle scuole ma si costruiscono muri alle frontiere, si sospendono trattati di civiltà come quello di Schengen, si decide di ricacciare negli inferni d’origine quei poveri disgraziati, sono donne ed uomini, non bestie, che credevano di essere salvi .

“Trentatre anni Cristo, duemila anni Giuda”, l’eretico ricorda di averlo letto in un libro di tanti anni addietro. E in qualche modo, amaramente, è una riflessione che riguarda tutti, credenti e laici, non è riferita solo al mondo ecclesiale.

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Il triangolo rosa e quello nero


di Mario Guido Faloci


Persecuzione ed olocausto gay, sotto il nazismo

Un regime totalitario ha bisogno di controllare ogni aspetto della vita dei suoi cittadini, per esercitare meglio il suo controllo sugli stessi. Poi, se questo tipo di regime dovesse essere anche infarcito d’ideologia razziale, lo sterminio di chi non faccia parte del proprio ceppo genetico, o di coloro che minino la conservazione di questo, diviene una ragione di Stato.

Nei campi di sterminio nazisti, non furono sterminati solo gli ebrei (le cui divise di prigionia furono contraddistinte dalla ben nota “stella gialla”), o i nomadi (identificati con un triangolo marrone), in virtù della razza, ma anche gli individui ritenuti pericolosi per il regime, quali i detenuti politici (segnalati con un triangolo rosso) ed i criminali pericolosi (triangolo verde), o i Testimoni di Geova (triangolo viola), in quanto refrattari al riconoscimento della priorità dello Stato.

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Quo vado 

Zalone, il posto fisso e una risata che non può far male

Nei cinema da un paio di settimane, Quo vado ha fatto parlare fin dal giorno della sua uscita nelle sale. 

di Angelica BasileArte_Cultura_e_Cinema/Voci/2016/1/30_Quo_vado.html
Il tritolo è già a Palermo
di Claudio Caldarelli 
Manette per l’avvocato Marcatajo dopo il racconto del pentito Galatolo: vendette 30 box auto, parte dei proventi fu usata per acquistare il tritolo da usare contro il pm della trattativa stato-mafia, Nino Di Matteo. L’ordine direttamente dal super latitante Messina Denaro. Del progetto di uccidere con una strage, il pm Di Matteo, ha parlato in questi mesi il pentito, raccontando particolari che chiudono il mosaico e rendono leggibile il connubio tra la mafia e uomini dei servizi. Nelle intercettazioni della Guardia di Finanza emergono informazioni importanti ai fini dell’indagine per smascherare i legami e le omertà, nonché i depistaggi disseminati lungo tutto il percorso della procura di Palermo. 
“Tutti questi signori attingono da questa minna (mammella ndr) sia come denaro che come credibilità”. Parole di Marcello Marcatajo, avvocato civilista della Palermo bene, arrestato in questi giorni nella sua villa di Mondello dalla Guardia di Finanza, accusato di riciclaggio aggravato dal favoreggiamento alla mafia. Un colletto bianco al servizio di Cosa Nostra che cura la vendita di box auto, circa trenta, al prezzo di 500 mila euro. Metà di quella somma, circa 250 mila euro, è servita per pagare il tritolo ripescato nella stiva della nave affondata al largo della Calabria. 
....ContinuaPrimo_Piano/Voci/2016/1/30_Il_tritolo_e_gia_a_Palermo.htmlhttp://livepage.apple.com/shapeimage_29_link_0

Il delitto mistico-religioso

di Massimo Salvo


Caso Lidia Macchi: dopo circa tre decadi spunta una pista

Ci sono storie che, se apparissero in un romanzo, desterebbero più di un dubbio sulla reale veridicità. Eppure la vicenda di Lidia Macchi non fa parte di alcun romanzo: ventinove anni dopo il suo omicidio, infatti, finalmente è spuntato il colpevole. O, quantomeno, il presunto tale.

Ventinove anni, dunque, come le coltellate che le tolsero la vita in quella fredda notte di gennaio del 1987. Bella, solare, religiosa, Lidia era la classica ragazza del nord tutta casa e chiesa. La sera dell’omicidio, d’altronde, era in procinto di tornare dai genitori per cena, dopo la visita in ospedale alla sua amica, ricoverata a Cittiglio, a pochi passi da Varese, dopo un piccolo incidente.

Era candida, Lidia: 21 anni o poco più, ma del sesso conosceva ancora poco essendo vergine. Ecco perché, dopo che l’autopsia stabilì che la sua morte era stata preceduta da un rapporto sessuale, apparve subito strano che si fosse concessa così, in quel luogo squallido tra cespugli e rifiuti, punto di riferimento per spacciatori e prostitute.

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Jason Rezaian


di Mario Guido Faloci


Una liberazione attesa 18 mesi

Era il luglio 2014, quando il cronista del Washington Post, di nazionalità Statunitense ed Iraniana, fu arrestato, assieme alla moglie e a due loro amici, per presunto spionaggio, ai danni della Repubblica Iraniana. Dopo un paio di settimane, mentre gli altri furono scarcerati, il corrispondente del giornale americano fu trattenuto, processato e condannato, ad una pena detentiva non specificata dal portavoce giudiziario del governo Iraniano, Gholamhossein Mohseni Ejei, ma che per le leggi del paese degli ayatollah, può variare dai dieci ai vent’anni.

Le ovvie proteste, per le misure nei suoi confronti e le smentite, di tutte le fumose accuse, da parte del governo americano e del Post, non hanno portato a nulla. Dopo quattro udienze a porte chiuse, in un tragicomico clima da “processo di regime”, il Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha emesso la sua sentenza. Eppure, questa condanna assurda, ha mostrato da subito certe sue incongruità, dato che lo stesso Ejei ha subito aggiunto che tale condanna non era definitiva. Questo, ha fatto pensare che per il governo iraniano, il giornalista fosse un buon candidato ad uno scambio di prigionieri, anche per le parole del presidente Hassan Rouhani, che un mese dopo la condanna, aveva parlato di attivarsi per rilasciare tre americani (oltre allo stesso Rezaian) di doppia nazionalità, se gli Stati Uniti avessero...

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Minicronache del terzo millennio (1)

L’eretico


Abbiamo tante scadenze, nella vita. Di chi ci governa, di chi guida l’industria, di chi ci difende. Ma alle nostre, non ci pensa nessuno.

Ci sono scadenze che arrivano, nota l’eretico. Nelle quali bisogna talvolta pagare pedaggio od onorare accordi presi più o meno sottotraccia.

Come nel caso del cosiddetto minirimpasto che Matteo 1° ha fatto approvare nell’ultimo consiglio dei ministri.  Ai 56 membri del governo già esistenti se ne aggiungono 8, di cui 3 della parrocchia Alfano. Non vale la pena ricordare vecchi e nuovi, solo tenere presente che ora il governo ha portato al massimo  livello due caratteristiche: 

1.La transumanza [in un caso: CdL-UdC-gruppomisto-Margherita-Ulivo-         poi Pd(Veltroni) e Pd(teodem)-UdC-PdL-NCD] ;

2.La confluenza (da ex PdL a ex Sel) !!

E’ peraltro opportuno ricordare che dette cambiali si aggiungono a quelle recentemente lucrate dai verdiniani (3 vicepresidenze di commissione in quota maggioranza) …

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The Revenant: cosa non si fa per un Premio Oscar


di Ludovica Morico


Che Leonardo di Caprio meriti di aver ricevuto il Premio Oscar da ormai troppi anni ormai è cosa nota a tutti, ma inspiegabilmente i signori della Accademy ancora non lo riterrebbero idoneo, o almeno lo ritengono meno idoneo rispetto ad altri.

Dopo svariate performance in film di vario genere, in questo film il regista Iñárritu si affida al nostro Leonardo per l’interpretazione di un ruolo inusuale e per niente simile a quelli a cui l’attore è abituato: una recitazione prevalentemente muta, che lascia grande spazio al linguaggio del corpo e all’espressività.

Più che del film di per sé, però, che non ha una trama particolarmente avvincente o interessante, preferirei concentrarmi su quello che il nostro “Gladiatore dei ghiacci” ha fatto durante le riprese del film.


... continua          

La moda dell’insulto
“Dall'antichità ai giorni nostri, in Cina come altrove, senza dubbio, non c'è mai stato qualcuno che, almeno una volta nella sua vita, non abbia sentito l'esigenza di insultare un suo simile”. 
di Lamberto RinaldiAttualita/Voci/2016/1/30_La_moda_dellinsulto.html
Quella irregolare è l’unica economia in crescita

Una ricerca dell’ufficio studi di Confartigianato, basata su dati Istat e Unioncamere, ha messo a confronto l’andamento dell’economia regolare con quello...
di Simone CerulliAttualita/Voci/2016/1/30_Quella_irregolare_e_lunica_economia_in_crescita.html

Carla e Genovese: amore impossibile


di Martina Annibaldi


La camorra pretende di comandare anche sui sentimenti

Carla ha 24 anni, fa la parrucchiera ed è bella. È bella e innamorata e, come molte ragazze della sua età, sogna di costruire un futuro insieme al fidanzato. Genovese Pagliuca ha un anno in più di lei, fa il garzone di macelleria e, se avesse qualche soldo in più da parte, Carla la sposerebbe subito.  Carla e Genovese sono entrambi di Teverola, un piccolo comune in provincia di Caserta, una delle tante terre di camorra. E nelle terre di camorra, si sa, non si è padroni di nulla. Tutto appartiene ai clan: economia, politica, spaccio, racket, prostituzione, persino i sentimenti. Nel 1993, quando questa vicenda ha inizio, a Teverola  il potere passa per le mani di Angela Barra, trentunenne  amante del boss Francesco Bidognetti, capo mafia dell’entroterra casertano e intima conoscitrice dei traffici più loschi del clan dei Casalesi. 

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Donato Leuzzi, giovane vittima della mafia


di Simone Cerulli


Moriva nel 1950, a Salice salentino, una delle prime vittime di quello strumento del potere feudale agrario che poi avremmo tutti imparato a conoscere come col nome di mafia. Vecchi padroni rimpiazzati dai nuovi burgisi, ma stesse regole: affidarsi a piccole cosche armate che esercitassero un controllo minuzioso e radicale del lavoro dei braccianti. Un potere che sfuggì di mano a chi l’aveva promosso, quando nei primi del ‘900 i contadini cominciavano ad organizzarsi in associazioni per la tutela del lavoro e per la gestione diretta della terra.

Così agli albori di questa faida, un giovanissimo segretario della Camera del Lavoro nei dintorni di Lecce, Donato Leuzzi, viene ucciso da un sicario del presidente dell’Associazione Agricoltori, Pierino Leone, ricco e reazionario latifondista. Come ha riportato all’epoca il quotidiano “L’Unità”, il venticinquenne Leuzzi si era sempre battuto per la difesa dei diritti di tutte le categorie di lavoratori, mettendosi alla testa della lotta delle masse contadine, riuscendo...

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Nicholas Winton


di Patrizia Vindigni


Un uomo che ha saputo fare della cura del prossimo una parte della sua vita. Nicholas Winton è morto il 1 luglio 2015 e nella sua vita ha salvato, durante la seconda guerra mondiale, 669 bambini. Erano tutti ebrei cecoslovacchi destinati ai forni crematori. Erano tutti ad un passo dal chiudere le loro esistenze, se non fosse intervenuto questo britannico generoso e risoluto.

Per evitare una delle tante stragi operate dal regime nazista, Nicholas Winton si adoperò in un’operazione denominata Republica Kindentrasport, per poter sottrarre i cuccioli d’uomo alla loro, ormai decretata, fine.

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Unioni incivili

di Marco Camillieri


L’italiano ha bisogno di essere distratto con un dibattito qualsiasi, preferibilmente tenuto da gente che in tale dibattito non dovrebbe nemmeno metter naso; suona più autorevole. È onnivoro, famelico, gli va bene il calcio, la procreazione assistita, un qualsiasi omicidio che coinvolga un bambino o sia a sfondo sessuale, il grande fratello, la teoria delle stringhe, il paradosso di Schrödinger, purché sia qualcosa di cui non ha alcuna cognizione e, dunque, può disquisire a briglia sciolta.


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L'eccezione italiana contro la Shoah


di Daniela Baroncini


“La mia opinione è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca.... Esso sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua “banalità”... solo il bene ha profondità e può essere integrale.”

Hannah Arendt


L'orrore della Shoah è un baratro nel quale il pensiero ancora dopo tanti anni scava alla ricerca delle radici del male. Ma il se male è banale e cresce in superficie come un'erba infestante e solo il bene ha radici profonde, il nostro compito è quello di  ricordare le persone che il male cercarono faticosamente di contrastare, o anche solo di attenuare, disobbedendo alle regole per ubbidire alle leggi umane. Andando indietro con la memoria, per non dimenticare, vale la pena di raccontare quella che gli storici chiamano "l'eccezione italiana".

L'eccezione italiana cominciò già nel 1941, quando gli Italiani che occuparono militarmente parte della Jugoslavia capirono per primi dove andava a parare l'antisemitismo. In Croazia l'epurazione fascista aveva già i numeri di una catastrofe.

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Olocausto: per non dimenticare

di Immacolata D’Angelo


Una razza inferiore, una razza perseguitata

Ricorre nel giorno 27 gennaio la giornata della Memoria: il ricordo di tutte quelle persone perseguitate e uccise durante il periodo della seconda guerra mondiale. Una razza ritenuta inferiore e per questo messa al rogo

“Olocausto” è un termine di origine greca che significa “sacrificio tramite il fuoco”. Si intende, dunque, la persecuzione e lo stermino di circa sei milioni di Ebrei, attuati dal regime Nazista e dai suoi collaboratori. Il giorno 27 gennaio, ogni anno, ricorre la giornata della Memoria, per ricordare il nome di quelle persone uccise senza alcun motivo o solo per ideali e razze diverse. Persone uccise e torturate per via del regime in vigore in quegli anni. Donne, bambini e anziani non facevano differenza. Teneri  corpi massacrati e trasportati in cupe camere a gas: considerate le camere del terrore, da persone senza coscienza e sensibilità. I Nazisti, nel lontano 1933, erano convinti che il popolo tedesco fosse una “razza superiore” e che gli Ebrei, ritenuti...

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“Tanino non promette…”


di Mario Guido Faloci


Il 17 gennaio ’78, veniva ucciso Gaetano Longo

Tra le vittime della violenza mafiosa, oltre ai giudici, gli agenti, i giornalisti, o i politici di professione, ci sono anche delle persone comuni, che decidono d’impegnarsi, per la propria città e la propria gente, svolgendo quel basilare ed importantissimo ruolo, di politico locale.

Dell’avvocato Gaetano Longo, consigliere comunale per ventisei anni e sindaco del comune palermitano di Capaci, dal 1962 al 1975, i suoi concittadini dicevano: “Tanino Longo non promette mai, ma realizza sempre”.

E, nel suo paese, che all’inizio degli anni ’60 mancava di tutto, sotto la sua amministrazione, si costruirono impianti idrici, fognari, elettrici, scuole, strade, strutture sportive, la villa comunale.

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Antonino Burrafato, giovane brigadiere ucciso da Cosa Nostra

di Patrizia Vindigni


La solitudine aiuta la mafia ad uccidere. Era il 29 giugno del 1982. L’Italia quel giorno doveva giocare la sua partita contro l’Argentina. I tifosi di due continenti stavano davanti agli schermi o si preparavano con le bandiere per godere della partita.

Il vice brigadiere Antonino Burrafato quel giorno mentre si apprestava a rinchiudersi dentro le solite mura del carcere per svolgervi il suo lavoro, fu bloccato da quattro uomini armati che lo uccisero, come solo gli infami sanno fare, senza dargli nessuna possibilità di scampare alla morte.

Le ragioni di questo terribile delitto a lungo rimasero incomprese. Il clamore che avrebbe dovuto circondare la vicenda sepolto dai risultati di una partita che portò l’Italia verso la finale ai campionati del mondo.

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Il coraggio di Antonio Spartà e dei suoi figli contro la mafia


di Barbara Polidori


Era il 22 gennaio 1993 quando, in un ovile del catanese, furono stroncate tre vite a colpi di fucile. Da allora sono trascorsi 23 anni di silenzio assordante: quello dell’ingiustizia.

22 gennaio 1993. Sicilia. Terra del sole, di odori e sapori agrodolci, dal mare cristallino, una bellezza sconfinata che si perde in altrettanta, sconfinata, violenza. Come quella che colpisce Randazzo, piccolo comune in provincia di Catania, insieme alla famiglia Spartà in quella notte dei primi anni 90’. La vendetta del clan Sangani esplode su Antonio, Pietro Vincenzo e Salvatore Spartà nel loro ovile, una punizione scaturita per aver detto “no” ai potenti della zona. Perché in Sicilia, si sa, non si può dire “no” alla mafia. Tanto più se la si sfida sfrontatamente, come fece Pietro Vincenzo, uno dei due giovani uccisi, che in un litigio nella piazza cittadina venne alle mani con uno degli esponenti del clan. Ma chi è questa mafia a cui non si può mai negar favore?

A Randazzo ne facevano allora le veci Oliviero e Salvatore Sangani, fratelli sanguinosi di una famiglia storica di lì. Avevano chiesto il pizzo agli Spartà dopo aver rubato loro un fuoristrada. E gli Spartà, dopo svariate minacce ed intimidazioni, avevano detto “no”, facendo un esposto in forma anonima ai Carabinieri.

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MONETE ED ESERCITO


di Fabio Scatolini


In cinquant’anni di anarchia militare ci furono trentaquattro imperatori


Nella storia di Roma l’esercito ha un ruolo primario e fondamentale: è il mezzo attraverso il quale l’Urbe si espande e diffonde la sua cultura nei territori conquistati. A partire dalla fine del II e per tutto il III secolo d.C. la sua importanza è tale che le legioni e, più in particolare, il corpo della guardia pretoriana si arrogano il diritto di eleggere l’imperatore che offre maggiori privilegi o donazioni ai soldati, spesso senza consultare l’antica istituzione del Senato, che aveva la prerogativa sull’elezione.


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LA BANALITA’ DEL MALE

Federica Angeli e Paolo Borrometi Cavalieri al merito


di Martina Annibaldi


Lo scorso 21 Gennaio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l’onorificenza di Cavalieri dell’Ordine al merito ai giornalisti Paolo Borrometi (corrispondente dell’AGI  e direttore de La Spia) e Federica Angeli (cronista di nera e giudiziaria per Repubblica).

Paolo Borrometi, di cui abbiamo ricostruito la storia in un’intervista pubblicata lo scorso Settembre, vive sotto scorta da più di un anno per aver scelto di raccontare il volto sconosciuto di una provincia ritenuta per anni lontana dai meccanismi mafiosi come quella di Ragusa. In un crescendo di minacce, dai danni inferti all’automobile, alla porta di casa incendiata fino al pestaggio e alla minacce di morte si è visto costretto ad abbandonare la Sicilia per Roma, dove continua a condurre inchieste sui traffici illeciti nel ragusano.

A Federica Angeli, invece, la scorta tocca dal Luglio 2013. Autrice di un’inchiesta in cui racconta della spartizione del litorale di Ostia tra mafiosi locali (con il tacito consenso della classe politica) per la quale riceve le prime minacce, la giornalista si ritrova ad essere casualmente testimone di una sparatoria tra membri di clan rivali. Poche ore dopo la denuncia del fatto finisce sotto la tutela delle Forze dell’Ordine.


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Il “giudice ragazzino”

di Giusy Patera


«Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili».

Rosario Livatino ci si racconta attraverso poche parole, raccolte tra appunti di lavoro e i pochi discorsi in pubblico. Ci si racconta attraverso la parola scritta, perché il magistrato Livatino è stato ucciso nel 1990, a 38 anni, da quattro sicari dell’organizzazione criminale Stidda, realtà di stampo mafioso in contrasto con Cosa Nostra.

Livatino scelse di percorrere una carriera in salita in una terra difficile. Scelse, da Siciliano, di combattere la Sicilia marcia in Sicilia.

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“Maus”, romanzo grafico sugli orrori della Shoah


di Barbara Polidori


È una storia vera quella di Vladek Spiegelman, sopravvissuto ad Auschwitz. A raccontarne le sorti il figlio fumettista, in un modo del tutto anticonvenzionale.

Non è un semplice fumetto quello realizzato da Art Spiegelman, fumettista statunitense, ma un’opera di grande valore storico e commemorativo. A poca distanza dal Giorno della Memoria, di cui ricorre la commemorazione questa settimana, il romanzo merita un cenno a sé: vincitore del Premio Pulitzer nel 1992 e omaggiato persino da Umberto Eco, “Maus” è un romanzo grafico realizzato tra il 1980 ed il 1991, un’opera a lungo discussa per l’approccio stilistico con cui affronta i temi della Shoah e del genocidio ebraico. Ma Art Spiegelman a dire il vero, per quanto senta lui stesso il “peso” della memoria, la pressione e le aspettative di una comunità ebraica che vive tutt’ora tali vicende come una questione limitatamente propria, dimostra di conoscere e farsi carico...

....Continua

Che razza di pensieri


di Luca  De  Risi


Domanda: Chi è considerato di ‘razza’ ebraica?

Risposta: E’ considerato di razza ebraica colui che nasce da genitori entrambi ebrei o da padre ebreo e madre di nazionalità straniera o, pur essendo nato da un qualche matrimonio misto professa la religione ebraica, oppure la professava dopo il 1° Ottobre dell’anno XVI dell’era fascista (1937 ndr.)


Come fu possibile che gli alunni delle scuole italiane studiassero e si formassero su libri che sostenevano tali aberrazioni? La Scienza dell’epoca, da almeno vent’anni sapeva ed aveva pubblicamente dichiarato falsa ed erronea l’applicazione del concetto di ‘razza’ alla specie umana. Da Charles Darwin a Franz Boas la scienza aveva già ampiamente dimostrato che “la forma corporea non può essere stabile in senso assoluto e che le funzioni fisiologiche, mentali e sociali, dipendendo dalle condizioni esterne, sono assai variabili, tanto da non poter essere plausibile alcuna relazione tra razza e cultura."

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Il figlio di Saul
C’è stata sempre una questione cruciale nelle discussioni sulla Shoah. È la questione della rappresentazione dello sterminio e dei modi di sterminio attuato dai nazisti contro ebrei, zingari...

di Riccardo TavaniArte_Cultura_e_Cinema/Voci/2016/1/30_Il_figlio_di_Saul.html
Il Labirinto del silenzio

I giovani sono sempre drammaticamente al centro della Storia. La guerra li chiama e li dilania sulle trincee della verità e della menzogna.


di Riccardo TavaniArte_Cultura_e_Cinema/Voci/2016/1/30_Il_Labirinto_del_silenzio.html

Remember


di Riccardo Tavani


La rimozione, l’oblio e la negazione sono situazioni interiori tanto vicine da conglomerarsi spesso in un unico blocco psicologico e mnemonico. Tale blocco può riguardare un singolo individuo come un’intera collettività. Da fatto privato si eleva a configurazione sociale, politica, a stratificazione storica. È il tema di questo film di Atom Egoyan, nel quale l’oblio assume le forme neurovegetative della semi demenza senile, assieme a quelle di un dovere interiorizzato nella sfera più magmatica del super-io.


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Einstein, il cinema e il Giorno della Memoria


di Riccardo Tavani


Il cinema è memoria. Memoria impressa ieri con il nitrato d’argento su una pellicola di celluloide, oggi anche con altri mezzi e su svariati supporti elettronici. Una memoria che da fatto tecnico diventa alto segno simbolico di un’intera civiltà.


Albert Einstein, il grande fisico della Relatività, elesse proprio una similitudine sul cinema a memoria di ogni singolo evento dell’intero universo. Disse che tutti gli eventi – anche i più remotamente distanti tra loro nello spazio e nel tempo – sono come avvolti dentro una bobina cinematografica.


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The Eichmann Show


di Riccardo Tavani


Nel 1960 i servizi segreti israeliani catturano a Buenos Aires l’alto gerarca nazista Adolf Eichmann. L’anno successivo celebrano a Gerusalemme il processo contro di lui per lo sterminio di ebrei cui ha collaborato nel lager di Aushwitz. Il processo fu ripreso e trasmesso in tutto il mondo da una troupe televisiva messa insieme dal produttore Milton Fruchtman.


Quello di Gerusalemme fu il più importante processo su gli orrori commessi dalla Germania nazista dalla prima metà degli anni Trenta alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945. È stato preceduto da quello celebrato dalle potenze alleate vincitrici a  Norimberga dal ’45 al ’46. Si trattò, però, del processo ai vinti dei vittoriosi.


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Una volta nella vita (Les Heritirers)


di Riccardo Tavani


Liceo Léon Blum di Créteil, città nella banlieue sud-est di Parigi. Una goccia d’Europa, ma una goccia che riflette tutto l’immenso cielo sopra di essa.


“L’Europa si presenta a noi con due volti. Uno, quello della discarica dei più complicati problemi dell’epoca, quali l’immigrazione. L’altro, quello delle grandi possibilità insite in essa”. Questa la definizione che il celebre sociologo e filosofo polacco Zygmund Bauman ha dato in una lectio magistralis tenuta all’Auditorium Parco della Musica di Roma, subito dopo le elezioni europee del 2014.


Esattamente tale doppia faccia presenta quel liceo francese, non solo nel film ma nella realtà, poiché si tratta di una storia vera.

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Lirio Abbate non è solo

di Claudio Caldarelli


“Lirio Abbate non è solo”, così scrive su Repubblica Attilio Bolzoni in riferimento al processo mafia-capitale, dove l’avvocato di Carminati punta il dito sul giornalista che per primo ha scoperchiato i legami politico-mafiosi di Roma. Lirio Abbate non è solo, perché in tanti ormai scrivono sugli avvenimenti che per troppi anni sono rimasti coperti sotto una coltre di polvere. In tanti, bravi e coraggiosi giornaliste e giornalisti, non si lasciano intimidire dalle minacce dei clan che cercano di dominare la scena della capitale avvalendosi di legami omertosi economico-finanziari. Ciò che avveniva all’ombra del Campidoglio, con il consenso di buona parte del ceto politico locale e nazionale, danneggiava i cittadini romani e distoglieva ricchezze che venivano poi ripartite tra i vari clan che si formavano di volta in volta.

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Diventa un fiore di ciliegio

di Claudio Caldarelli


La vita è un pellegrinaggio e se non consegui l’amore, resta solo un girovagare senza meta. Giri in tondo. Un viaggio senza meta sarà inevitabilmente nevrotico, senza rotta. Disperderai la tua energia, il corpo sarà la tua zavorra tirata giù dalla forza di gravità. Sempre più giù. Senza amore si sprofonda nell’oblio e si perde la sensibilità di salutare le foglie, che ci salutano mose dal vento e dal sospiro dell’anima.

E se ti muovi a caso, o nella direzione sbagliata, o in tutte le direzioni contemporaneamente, la vita inizierà a collassare. L’amore si fa con amore. Il semplice sesso senza amore è una ginnastica che toglie energia e appesantisce il cuore, rendendoci sterili alle emozioni.

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Quer pasticciaccio zozzo de Piazz’affari


di Riccardo Tavani


“Ah dotto’, ma je pare un modo de parla’ da comuni mortali: ball in, ball aut, bedde banke, coverede bondesse, ma li mortacci vostra: si ce volete spella’ vivi, almeno parlatece come magnamo!”. Così urla l’addetto ai rifiuti organici del mercato sotto casa, gettando i bustoni rigonfi di foglie di carciofo dentro gli ampi cassonetti di plastica marrone montati su rotelle.

Il nostro Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha appena concluso a Bruxelles l’accordo con Margarethe Vestagher della Ue, che già i titoli bancari precipitano nelle maggiori Borse europee, soprattutto Milano (-3,49%) e Francoforte (- 2,44%). Sommati agli scivoloni appena recentemente già accumulati, arriviamo rispettivamente a -15% e -10%.


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