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G I O R N A L I S M O    I N D I P E n D E N T E  la voce degli ultimi

Registrazione Tribunale di Roma n°9/2011 del 20 gennaio

Numero 12/2015

Direttore Responsabile Claudio Caldarelli - Direttore Editoriale Eligio Scatolini - Coordinatrice di Redazione Patrizia Vindigni - Vice Coordinatore di redazione Carlo Faloci

 

EDITORIALE

La SATIRA IN PILLOLE di

Marco Camillieri


Confesercenti: "Sette italiani su dieci non vedono la ripresa".
Gli altri 3 si drogano.




 PRIMO PIANOPrimo_Piano/Primo_Piano.htmlPrimo_Piano/Primo_Piano.htmlshapeimage_2_link_0

A proposito della ENCICLICA “Laudato sì”


di Carlo Faloci


Quando c’è una chiamata a raccolta per tutte le donne e gli uomini della terra …

Quando nel mondo di oggi è dato alle stampe un testo di 6 capitoli, 246  paragrafi, 172 citazioni e riferimenti bibliografici e 192 pagine, verrebbe da pensare che esso sia rivolto ad una cerchia ristretta di specialisti.

In realtà per l’Enciclica “Laudato sì”, che papa Francesco ha datato 24 maggio dell’anno 2015, terzo del suo pontificato, lui stesso ha voluto una destinazione assolutamente diversa: ”Voglio rivolgermi ad ogni persona che abita questo pianeta” ..

Quando il Direttore di Stampacritica mi ha chiesto di intervenire sull’Enciclica, era mia intenzione scrivere un paio di articoli che ne raccogliessero i punti salienti. Mi sono reso conto, peraltro, che c’era ben altro da fare, anche osservando i diversi atteggiamenti con cui è stata accolta.

In qualche modo mi sento in dovere di farne, nei prossimi numeri , una presentazione sistemica. Per essere insieme consapevoli dei compiti e delle speranze che ognuno di noi, per essere donna ed uomo della terra - e mi verrebbe da dire dell’universo – potrebbe e dovrebbe avere.

Quell’enciclica è rivolta anche a me, laico. E’ stata pensata e voluta anche per me. E per ogni altra persona “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” come è scritto nella nostra Costituzione.



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ARTE E CULTURA e CINEMAArte_Cultura_e_Cinema/Arte_Cultura_e_Cinema.html
RUBRICHERubriche/Rubriche.htmlRubriche/Rubriche.htmlshapeimage_5_link_0
ATTUALITA’Attualita/Attualita.html
Altro “si” per le nozze gay: è la volta degli Usa
Amor vincit omnia
Dopo l’Irlanda anche gli Usa dicono “si” ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Cinque voti favorevoli e quattro contrari.
di Immacolata D’AngeloAttualita/Voci/2015/6/30_Altro_si_per_le_nozze_gay__e_la_volta_degli_Usa.html
L’Isola che non c’è

Seconda stella a destra, 
questo é il cammino, 
e poi dritto, fino al mattino.
I nuovi viaggiatori si mettono in strada nelle notti della guerra e della fame seguendo la rotta delle stelle, del caso o della fortuna.
di Daniela BaronciniAttualita/Voci/2015/6/30_LIsola_che_non_ce.html
Festival delle Letterature 2015: Roma si tinge di parole e musica

La meravigliosa cornice del Campidoglio ha ospitato anche quest'anno il Festival Internazionale delle Letterature di Roma. 
di Angelica BasileArte_Cultura_e_Cinema/Voci/2015/6/30_Festival_delle_Letterature_2015__Roma_si_tinge_di_parole_e_musica.html

Il Sindaco Capuozzo trasforma il buio di Quarto in un cielo pentastellato

di Ludovica Morico

Sono passati più di due anni da quando il Comune di Quarto, in provincia di Napoli, è stato sciolto dal Consiglio dei Ministri in base alla normativa antimafia, in seguito alla richiesta presentata dal Ministro degli Interni.

Un Comune sciolto per Camorra, in seguito ad episodi che lasciavano bene intendere quanto la corruzione fosse influente sulle scelte politiche, urbanistiche e sociali del suddetto Comune.

Una sconfitta per il Paese, per gli onesti, per chi credeva che, in fondo, non poteva essere tutto marcio.

A due anni da questo momento buio, ecco di nuovo nascere la speranza in qualcosa.

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La bambola di carne – Ernst Lubitsch

Se volete fare una passeggiata nella storia del cinema e scoprire quello che Billy Wilder definì “il Tocco alla Lubitsch” allora guardatevi Vogliamo vivere!
di Marco CamillieriArte_Cultura_e_Cinema/Voci/2015/6/30_La_bambola_di_carne_Ernst_Lubitsch.html
Chi compra al mercato del terrore?

Nel film di Win Wenders – Il sale della terra – dedicato all’inarrivabile fotoreporter Juliano Ribeiro Salgado, si mostrano eccezionali immagini scattate in Kuwait nel febbraio del 1991.

di Luca De RisiAttualita/Voci/2015/6/30_Chi_compra_al_mercato_del_terrore.html

Figli di Ulisse o di Polifemo?


di Luca De Risi


Poche cose recano iscritte in se stesse la propria fine quanto l’idea di un muro difensivo. Un muro che debba difendere, perciò stesso, deve avere un nemico. Il nemico d’ogni muro è l’orizzonte stesso del muro: è il fuori in quanto tale. Un fuori, dunque, che nel definire il muro, al contempo, lo finisce. Non c’è storia di mura che non ne preannunci il crollo. Crollo in cui, fatalmente, s’avvera - in modo esatto - l’evento preconizzato in origine: la paura di un fuori che, un giorno, sarebbe potuto erompere dentro.


Vale, dunque, per le mura l’esser fatte oggi per un fuori che, immancabilmente, domani le farà fuori. Al di là, però, di questa evidenza, resta il fatto che quella del ‘muro’ – come argine difensivo -  si avverte ancora come necessità. Nonostante tutto non sappiamo trattenerci dalla tentazione di erigere mura e recinti d’ogni sorta. Pare, anzi, che ne avremo uno in più: vorrebbero costruirlo lungo il confine tra la Serbia e l’Ungheria, allo scopo di respingere i profughi siriani che giungono in Europa a piedi.


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I muri che hanno segnato la storia e che dividono il mondo

di Immacolata D’Angelo


Ceruta e Melilla: la storia tra le mani

Le enclavi spagnole in Nord Africa. Fino agli anni ’90, il confine tra il Marocco e queste città spagnole era appena percettibile. Vi erano poche barriere fisiche e un flusso continuo di persone e merci.

Marocchini e spagnoli andavano e venivano senza restrizioni. Ciò rendeva difficile capire precisamente dove finiva un Paese e iniziava l’altro. Fino agli anni ’90, il confine tra il Marocco e queste città spagnole era appena percettibile. Vi erano poche barriere fisiche e un flusso continuo di persone e merci. Quando l’immigrazione di massa, dall’Africa occidentale verso l’Europa, è decollata, la richiesta europea di una barriera fisica permanente ha portato allo sviluppo della recinzione che oggi si erige per più di sei metri, con sensori hi-tech, filo spinato e guardie armate 24 ore su 24.

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Ungheria: un muro per allontanare i migranti


di Martina Annibaldi


Se ad ognuno di noi venisse chiesta qual è la prima associazione che ci viene in mente pensando alla parole “muro”, con ogni probabilità risponderemmo tutti il Muro di Berlino. Quel muro della vergogna che ha spaccato per decenni un Paese, un Continente, che ha rappresentato l’emblema dell’intolleranza. Quel muro che oggi non c’è più e che ci fa sentire, per questo, tutti un po’ più civili, un po’ più moderni. Ma nella nostra ignoranza. Di muri, purtroppo, ne esistono in abbondanza anche nel Ventunesimo secolo. Si va dal celebre muro di separazione israeliano (costruito nel 2002), al muro che separa ancora, dopo oltre cinquanta anni, la Corea del Nord da quella del Sud; passando attraverso i muri che dividono le città autonome spagnole di Ceuta e Melilla dal resto del territorio marocchino, quello che divide, da quasi dieci anni, gli Stati Uniti dal Messico , o dal muro di separazione tra il Botswana e lo Zimbabwe. E si potrebbe, forse sorprendentemente, andare avanti per un pezzo.


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Muri all’orizzonte 
Del mio primo passaggio di frontiera ricordo la grande delusione. Seguendo confuse fantasie infantili ero sicura che un confine dovesse presentarsi come un bel segno ininterrotto sulla terra e sull'asfalto, un salto brusco di panorama; ero preparata a dire addio al blu del cielo italiano per un tetto nuovo, per un'aria straniera di tutt'altro colore. Invece tutto restava identico al paesaggio che stavo lasciando: nessun cambio di passo, nessuno scartamento ridotto.
di Daniela BaronciniPrimo_Piano/Voci/2015/6/30_Goodbye_blue_sky.html
Grande Fratello?
Il pericolo dietro la libertà di controllo, dei lavoratori
Oramai, il jobs act è legge. Mentre ancora se ne discute...

di Mario Guido FalociAttualita/Voci/2015/6/30_Grande_Fratello.html
Razzismo on line 
Minacce, insulti, post omofobi e razzisti. Se i social network sono lo specchio della società, è arrivato il momento di preoccuparsi.

di Giovanni Antonio FoisAttualita/Voci/2015/6/30_Razzismo_on_line.html

Nelle Riserve indiane

di Patrizia Vindigni


Notte nera, di stelle lontane che brillano, lucenti, infinite. Lo sguardo si ferma sulle più belle e luminose. La luna non c’è. Il fuoco riscalda l’aria, mentre il fumo si alza e si disperde. La gente dorme un sonno meritato. All’alba è l’inferno … nel giro di poche ore non resta nemmeno il ricordo della notte quieta. Su cavalli veloci, uomini dalla pelle chiara, hanno ucciso, hanno esploso colpi, hanno ferito e sventrato con le baionette. Le donne, alcune violentate, stringono i bambini sopravvissuti al petto mentre cercano con lo sguardo, tra i morti, i loro uomini. Brucia il villaggio. Sarà solo cenere.

Gli anni passano. Quegli uomini in divisa hanno vinto le loro battaglie e hanno chiuso nelle riserve quel che è restato dei nativi americani, raggiungendo “accordi” vergognosi con quelle che erano una volta le popolazioni locali. Le riserve che comportano una sorta di chiusura in isolamento sono territori limitati, voluti per controllare gente fiera, con una religione diversa da quella cristiana, gente una volta abituata a percorrere da libera il territorio, che viveva all’aperto, che era divisa in tante diverse “nazioni”.

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Roma come Palermo anni 80: nessuno vede la mafia

di Claudio Caldarelli


“Il mancato scioglimento del Consiglio Comunale dimostra che la mafia ancora una volta ha sconfitto lo Stato”. Lo diceva Walter Veltroni, quando chiedeva al ministro dell’Interno di “riferire in Antimafia su questa gravissima decisione”. “Rinviando continuamente lo scioglimento del Consiglio Comunale, il governo ha regalato un salvacondotto all’’amministrazione comunale infiltrata dalle mafie e ha creato un precedente pericolosissimo…”

Niente paura – scrive marco Travaglio su il Fatto Quotidiano del 23 c.m. – queste e tante altre dichiarazioni identiche non riguardano il comune di Roma infettato da mafia Capitale, ma quello di Fondi (39 mila abitanti, in provincia di Latina). A sei mesi dai primi arresti a Roma, il gioco di rinvio del Prefetto e del governo, allunga l’agonia dei cittadini stritolati dal malaffare, ma da fiato alle molteplici attività, gestite ancora con sistemi poco trasparenti.

Marino è una persona per bene, incorruttibile, per questo deve lasciare. Il fango intorno a lui, lo sta sommergendo. Anche se ha scelto come assessore alla legalità l’ex pm Sabella, incorruttibile anche lui, ma intorno a loro, il malaffare prospera. Buzzi, il padre-padrone della coop rosso-nera “29 giugno” ha finanziato la campagna elettorale e il partito di maggioranza. I reati commessi fino ad oggi, da Mafia Capitale, sono passati sopra la testa di Marino, lui non c’entra nulla, per questo può giocarsi di nuovo la partita delle nuove elezioni.

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Le rotte degli ultimi…


di Sara Di Paolo


Se si domanda a un uomo, un migrante, il motivo per il quale decide di mettere a repentaglio la sua vita, per provare a sorpassare il proprio confine; la risposta che si ottiene (nel 90% dei casi), è questa:

«Nel mio paese, ho morte certa. Magari non oggi, non domani, ma è così. Meglio rischiare. Forse va male lo stesso, ma nel caso contrario, ho perlomeno qualche speranza

Così la “speranza”, dà vita ai “viaggi dell’illusione”. Rotte estreme, prefissate (da uomini senza scrupoli, che hanno in mano mezzi e conoscenze). Nulla di semplice, di economico.

Il tutto diviso secondo diversi percorsi…

L’ostacolo maggiore da superare, per chi proviene da sud è ovviamente il Sahara (sia per le condizioni climatiche estreme, sia per la difficoltà di mantenere vie di comunicazione di facile percorrenza).


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Tuareg: la Donna

di Patrizia Vindigni


Il popolo blu ha negli occhi l’infinito del deserto. Sono belli gli uomini e belle le donne. Hanno un fascino che gli è stato regalato dal tempo, dalla fierezza, dalle storia. Lungo le strade a volte quasi invisibili, tracciate sulla sabbia, per secoli questo popolo nomade si è spostato dedicandosi al commercio. Il loro mondo caricato sui cammelli in continuo movimento tra luoghi lontani. L’imzad, uno strumento musicale ad una corda, ha accompagnato, suonato dalle donne, i loro canti e poesie. Versi dedicati all’amore, ai corteggiatori si sono ripetuti in echi tramandati solo per via orale, e nuovi ritmi ed emozioni si sono aggiunti a quelli arrivati dalla notte dei tempi.

La donna tuareg gode della stessa libertà dell’uomo. Prima di sposarsi possono avere più amanti. L’uomo può raggiungere l’amata nella tenda, di notte, in cambio del rispetto di un’unica regola: dovrà lasciare la tenda prima dell’alba. E nessuno avrà niente da ridire sull’incontro. Le donne amano, scelgono e non sono velate. Perché gli uomini, i loro uomini, vogliono godere della loro bellezza. E loro sono belle. Occhi che incantano, visi che sembrano scolpiti da un abile artigiano, particolarmente benevolo e attento con le sue opere. E sono libere e sorridono.

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Per una Chiesa diversa e verso il Sinodo sulla Famiglia

di Carlo Faloci



Una sincera ammirazione per il lavoro di un “uomo mandato da Dio, di nome Francesco”                        

Non c’è tregua, nell’impegno e nella attività di un uomo di 78 anni che tre anni fa venne eletto come 264° papa della chiesa cattolica, che ha scelto il nome di Francesco.

Come San Francesco, per ridare voce ad una chiesa molto diversa dall’istituzione curiale autoreferente che si era man mano costituita.

Come San Francesco, per una chiesa che si apre alla gioia della natura, che chiede dignità e giustizia per gli ultimi della terra, che deve essere povera tra i poveri.

Come San Francesco, per una chiesa che indica un itinerario di perfezione ma non pretende di imporlo, che crede in un dio non vindice di giustizia, ma dispensatore di misericordia.


Negli ultimi mesi molte cose sono state vissute, dal vescovo di Roma.


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L'inconcepibile felicità di Felice


di Claudio Caldarelli e Sergio Savini


Felice non è  un uomo ordinario che si incontra tutti i giorni. Felice è un uomo semplice, umile, con il volto segnato dalle rughe e dalle ferite del terremoto. Felice vive a Camarda, un piccolo paese distrutto dal sisma che ha distrutto L'Aquila. Negli occhi profusi di sangue il dolore non cede all'urlo, i denti corrosi e martoriati, sono macerie che scontano la vita senza chiedere. Felice, un Odisseo dei giorni attuali, sospira e sorride: racconta. Felice si racconta raccontando gli eventi che nessuno vede e solo lui comprende. Il vento,  unico messaggero divino sussurra alle sue orecchie le verità e i segreti del borgo infranto. La montagna cambia tutto. Modifica e rinnova, distorce. È una forza distruttiva, a volte salvifica. È una forza misteriosa, quella di Felice, misteriosa, che come le montagne resuscita i segreti, li ravviva, li sposta qua e là, cerca le cose, ascolta le voci.


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La ripresa per i fondelli


di Marco Camillieri


Ha ragione Matteo Renzi, l'Italia si sta riprendendo. Sette italiani su dieci non lo vedono ma appena gli altri tre gli passeranno la canna, saremo tutti in linea.

Eppure basterebbe così poco, basterebbe esportare le nostre eccellenze, cercare di capitalizzarle. Non parlo della moda o dei vini, quella è roba vecchia, parlo dei record che possiamo vantare, unici nello scenario europeo.

Non è facile essere primi in certi campi, occorre selezionare bene la propria classe politica, allenare i propri campioni, educare il proprio popolo e per quanti sforzi possano fare altri paesi, difficilmente potrebbero raggiungerci così, con uno schiocco di dita.


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Odore di chiuso

Dopo tanto andare diritto, finalmente la strada spezza la campagna. Dietro una curva, su una collina nata per capriccio della terra, si alza una cinta muraria circolare, sigillata e perfetta, che sfida i quattro venti...

di Daniela BaronciniAttualita/Voci/2015/6/30_Odore_di_chiuso.html
L’ipocrisia del carnivoro

Anche quest’anno si è svolto l’evento che, grazie al tam tam dei social network, è divenuto ormai celeberrimo, ossia il festival di Yulin in Cina. 

di Simone CerulliAttualita/Voci/2015/5/30_Nozze_Gay.html

Quando il passato ha qualcosa da insegnare …

L’eretico


Qualcosa da sperare, anche se ai nostri giorni l’orizzonte appare grigio

Si era ripromesso, l’eretico, di dedicare qualche riga a due anniversari di un lontano passato, di avvenimenti che in qualche modo hanno condizionato il nostro presente, per trarne, se possibile, qualche insegnamento …


Il primo, il più antico, è l’anniversario della Magna Carta, per la precisione “Magna Charta Libertatum” che fu firmata 800 anni fa, il 15 giugno 1215 ed è 

considerato il primo documento fondamentale per il riconoscimento di diritti dei cittadini. In esso, ricorda l’eretico, veniva sancito il divieto per il sovrano di istituire arbitrariamente nuove tasse senza l’approvazione del “Commune Consilium Regni” e di disporre privazione di libertà personale senza un regolare processo. Processo nel quale doveva poi essere rispettato il principio della proporzionalità della pena rispetto al reato.


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Siamo in guerra, senza armi e strategia: è la forza dell'Isis

I simboli convenzionali di una guerra mutano con il passare del tempo, l'avanzamento delle tecnologie militari, l'affinamento delle tecniche.

di Angelica BasileAttualita/Voci/2015/6/30_Siamo_in_guerra,_senza_armi_e_strategia__e_la_forza_dellIsis.html

Il muro tra Israele e Palestina


di Simone Cerulli


Al confine tra Israele e Cisgiordania, sorge un muro che si somma al lungo elenco di barriere fisiche che, a partire da quella celebre di Berlino, hanno diviso e dividono confini, città, popoli e famiglie. Questo immane muro, lungo 750 chilometri, alto fino a 9, tre volte più di quello tedesco e due volte più spesso, ha la caratteristica di ingabbiare, come già testato a Gaza, il popolo palestinese della West Bank. Infatti, invece di dividere il territorio come accade ad esempio nel caso delle barriere tra Stati Uniti e Messico o tra Grecia e Turchia, questo accerchia e rinchiude la popolazione, sottoposta così a costante controllo, come un moderno ed enorme ghetto.


Definito ufficialmente dalle autorità israeliane “barriera di sicurezza” o “muro di separazione”, questo sistema di divisione ha preso anche il nome, dal punto di vista opposto, di “muro della vergogna” e “muro dell’annessione”.


Costruito a partire dal 2002, il muro ha di fatti visto il suo tracciato penetrare all’interno della West Bank per numerosi chilometri, rispettando solo per il 20% il confine delineato dalla linea verde dell’armistizio del 1949 e andando così a rendere inevitabilmente israeliano un ulteriore 10% circa del territorio palestinese.

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Il Caos apparente delle istituzioni


di Daniele Altina


Passano i giorni e rimango perplesso dal comportamento delle nostre istituzioni, che dovrebbero garantire l’equità sociale a tutti. Non capisco perché continuino a comportarsi così, non credo sinceramente che il loro atteggiamento sia dettato soltanto da motivazioni economiche, piuttosto si tratta di un atteggiamento ideologico ben preciso. Ci troviamo di fronte ad istituzioni incapaci di accettare il cambiamento, esse attualmente vivono una fase di caos.


Quali sono le ragioni di questo caos?

La risposta si trova nell’idea che il governo è un coacervo di forze politiche, che (in teoria) sono diverse tra loro: Pd, Ncd ecc.



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L’Europa costruisce nuovi muri

di Ludovica Morico


Sono passati quasi 26 anni dalla caduta del muro più famoso della storia. Un muro, quello di Berlino, la cui caduta ha rappresentato una manifestazione di libertà e di distruzione di barriere, più mentali che fisiche.

Il simbolo più crudele della Guerra Fredda. La Germania era il territorio della guerra tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

La divisione tra Germania dell’est e dell’ovest, ancor prima di innalzare fisicamente il muro che rendesse il passaggio tra l’una e l’altra zona pressoché invalicabile, esisteva già dalla fine degli anni ’40, e per tutti gli anni ’50 migliaia di persone fuggivano dall’est all’ovest, per lo più giovani laureati al di sotto dei 30 anni. Questo perché nella parte occidentale le cose andavano molto meglio: l’economia offriva più possibilità lavorative, si viveva meglio, quindi chi voleva realizzare i propri sogni, voleva e, giustamente, pretendeva di più per sé stesso e il suo futuro, rischiava il tutto per tutto.

Si rischiava, e lo si faceva per una vita migliore. Perché se una persona nasce dalla parte sbagliata di un muro o di un Paese, o del Mondo, deve abbandonare per sempre il sogno di vivere una vita normale, fuori dalle guerre, dalla disgrazia e dalla rassegnazione da cui è circondato?

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Strage a Tunisi
Ho detto a mia moglie di restare immersa nell’acqua …
Era una bellissima giornata, calda, non avrei immaginato che la fortuna fosse stata dalla nostra  parte. 
di Roberto ColasuonnoAttualita/Voci/2015/6/30_Strage_a_Tunisi.html
Guerre e migranti nell’equazione del caos occidentale

Quello dei flussi migratori in atto sull'intero pianeta è un fenomeno non solo di vaste dimensioni numeriche ma anche di carattere profondo, strutturale, permanente.


di Riccardo TavaniAttualita/Voci/2015/6/30_Guerre_e_migranti_nellequazione_del_caos_occidentale.html
L’autoritratto…
Ci sono artisti, pittori, scultori, che sentiamo da sempre più vicini. Li sentiamo nostri. Loro e le opere. Le loro creazioni.

di Sara Di PaoloArte_Cultura_e_Cinema/Voci/2015/6/30_Lautoritratto.html
Goodbye 
blue sky

La sofferenza del migrante in fuga

di Immacolata D’Angelo


Oltre l’orizzonte rimangono difficoltà e disumanità

Viaggi terribili, in condizioni disumane, senza mai la certezza di arrivare. Viaggi che rischiano ogni volta di trasformarsi in stragi. Viaggi verso la morte

Migliaia sono le persone che lasciano il loro Paese per andare alla ricerca della serenità, stabilità e pace. Per molti di loro, però, il finale di quel lungo viaggio è stato tragico. Un viaggio verso l’aldilà. Muoiono ancor prima di raggiungere le coste italiane. Numerosi tentano, in ogni modo,  di attraversare il Mediterraneo, ma nel bel mezzo del loro viaggio vengono intercettati dalla marina libica e deportati in centri di detenzione dove manca ogni assistenza sanitaria.

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Roma, è scontro tra Marino e Renzi


di Martina  Annibaldi


Aria sempre più tesa per il Sindaco di Roma, Ignazio Marino. Dopo l’arresto di Daniele Ozzimo (assessore alla Casa del Pd) e di Mirko Coratti (Presidente dell’assemblea capitolina) è arrivata l’intercettazione tra il capo della segreteria del Sindaco, Silvia Decina, e Salvatore Buzzi. Poi sono arrivate le contestazioni al Campidoglio, i gesti di scherno rivolti ai consiglieri comunale del Movimento 5 Stelle fino alle imbarazzanti esternazioni sul palco della Festa  cittadina dell’Unità, dove Marino rilancia, in versione rivisitata, il vecchio coro della sinistra extraparlamentare, invitando la destra a tornare “nelle fogne”. Una serie di strafalcioni che non hanno avuto alcun risultato, se non quello di attirare una crescente disapprovazione nei confronti del Sindaco.


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Una canzone 
Una canzone nata da un amore finito, un dolore che ti prende il cuore e che ti fa pensare. A volte trasformando le parole in racconto, a volte in poesia.

di Patrizia VindigniAttualita/Voci/2015/7/1_Una_canzone.html
Kafka sulla spiaggia
Un sogno raccontato da Haruki Murakami
E’ bello leggere. E’ bello anche sentire quel bisogno, non spiegabile, di isolarsi vivendo, creando, con la propria immaginazione scene, incontri, personaggi nati dalla fantasia di un altro. 
di Patrizia VindigniRubriche/Voci/2015/7/1_Kafka_sulla_spiaggia.html

Tratto da YOUTUBE

Corti, lunghi e a portata di palmo di mano i film di Capalbio

Sundance e Storyboomers, queste le due password di accesso alla ventiduesima edizione del Capalbio Internazional Film Festival.

di Riccardo TavaniRubriche/Voci/2015/7/2_Corti,_lunghi_e_a_portata_di_palmo_di_mano_i_film_di_Capalbio.html

Il referendum greco, Ulisse e i Tecno-Proci


di Riccardo Tavani



Alla manciata di ore che mancano ormai al greferundum di domenica 5 luglio, il colosso delle scommesse inglesi William Hill si è arreso e non accetta più puntate sulla Grexit, l’uscita della Grecia dalla zona Euro. Mario Draghi, presidente della banca Centrale Europea (BCE) aveva già parlato di inquietante ingresso in “acque inesplorate”, quasi fosse l’oltrepassamento delle mitologiche, spaventose  Colonne d’Ercole. Questo totale oscuramento delle capacità divinatorie nel calcolo delle probabilità economiche, politiche e d’ogni altro tipo, sembra davvero scaraventarci alle origini più arcaiche della civiltà occidentale, anzi oltre, nel caos del magma primordiale, giacché i greci di Omero, dell’Iliade e dell’Odissea, un’arte mantica, ossia delle previsioni, con le loro sacerdotesse e aruspici la possedevano e ben sviluppata.


Nella vicenda drammatica che sta vivendo in queste ore tutto il popolo greco, noi torniamo veramente a quella soglia iniziale della civiltà che ha generato l’Europa e noi con essa. Come un novello Ulisse, Alexis Tsipras, con il suo equipaggio governativo, cerca di passare gli scogli perigliosi di Scilla e Cariddi per fare ritorno alla sua metaforica Itaca, ossia alla prima forma di democrazia al mondo, nata nel V secolo a. C., tra le strade, le botteghe, le palestre, gli approdi, gli accasermamenti, le scuole di musica e di filosofia di Atene.


....Continua